Ecco la tanto attesa presentazione di Tourism Australia al BTO 2012. Tutta interessante, praticamente ogni pagina meriterebbe un post. Il mio lavoro l'ho fatto prima, l'ho fatto a monte. Osservando nel tempo il loro agire, invitandoli al nostro convegno già prima dell'estate, dando loro una traccia sui principali aspetti che volevo mettessero in risalto e lasciando, infine, che fatti e slide parlassero per me (oltre ovviamente per loro stessi). E il titolo credo spiegasse il resto dell'impostazione da noi voluta "This land is your land...this land is my land"
Così commentavo prima del convegno, appena presa visione dei contenuti definitivi.
Provo a riassumere alcuni punti:
- i risultati ottenuti non sono casuali ma frutto di una strategia a dieci anno (2010-2020) quantificata e condivisa che mette gli abitanti e gli operatori al centro together we can show the world why theres nothing like Australia";
- la strategia è basata su numeri e obiettivi di business ben precisi ma le modalità comunicative e gli approcci di marketing non sono basati sulla quantità di visite ma sulla qualità del racconto: It's not just about the big ad...it's about the complete story;
- la digital strategi non è disgiunta dalla strategia generale, sono una sola cosa. Ma la centralità di internet è ribadita chiaramente: Over 61% of Australia’s visitors used the internet for information prior to commencing their trip (Source: International Visitor Survey March 2012). All stages of the buying process• Each holiday has a “before, during and after” stage but the way consumers plan and book a holiday is not linear. They revisit, re-examine and re-define their choices using a combination of search engines and websites;
- una comunicazione coerente ed integrata che ha messo al centro i social media (Facebook in particolare) e che sta producendo risultati straordinari: Facebook International – 3.829.642 fans, largest country page on Facebook. Una riprova anche qui: Tourism Australia è il primo brand del paese su FB, in Italia - ad esempio - lo è Nutella ma non esiste un brand territoriale nei primi 50 in classifica. E' evidente il legame con il discorso avviato sempre a BTO sull'importanza di ragionare e dare significato al nostro country brand.
- promo-commercializzazione, tema delicato rispetto al quale durante BTO non ci siamo affatto nascosti e ho posto personalmente la domanda ai rappresentanti delle PA presenti con risposte, a mio avviso, non completamente esausistive. E' mancato sicuramente il tempo e a breve torneremo sulla questione. Esistono tuttavvia, alcune posizioni (lette nei commenti e su twitter) che giudico dogmatiche. La mia opinione non è promo-commercializzazione sì o no. Le scelte possono essere diverse, l'importante è che se ne dimostri l'efficacia perché in questo periodo l'unica cosa di cui non abbiamo bisogno è un ulteriore spreco di soldi pubblici. La posizione dell'Australia, comunque, è chiarissima: Direct booking vs. partnership vision Tourism Australia’s role is all about creating the desire to visit the destination, inspiring consumers and helping people to plan and then share thir stories during and after their trip. We strongly believe in our partners and we work hand in hand with them to facilitate the booking conversion. Ho appreso, dai consulenti della Regione durante il successivo dibattito su twitter, che la Liguria ha cambiato strategia e da booking proprietario starebbe mutando approccio al mercato. Poiché però la piattaforma di booking era già stata acquisita, ci si è investito molto in termini di risorse e di comunicazione ("presentiamo la piattaforma web per la promo-commercializzazione", assessore al turismo Angelo Berlangieri, 4 novembre 2011) , in seguito mi riprometto di approfondire questa decisione. Per concludere provvisoriamente il discorso aggiungo che il Trentino, invece, prosegue con lento ma discreto incremento, sulla strada del booking online. Io credo vada distinto il discorso dell'efficacia da quello della competenza. Esiste in Italia la necessità di distribuire online il prodotto turistico ora in mano alle OTA straniere. E non abbiamo OTA italiane tra le prime trenta europee. Inoltre ricordo che le piccole strutture delle piccole destinazioni (percentualmente la maggioranza nel nostro paese) rimangono comunque escluse dai grandi circuiti internazionali. Questo rimane il problema cui dare soluzione. Se poi mi si dice che la PA si è dimostrata fino ad ora incompetente nel senso che non è proprio stata capace di assumersi praticamente il ruolo di player nel mercato, posso essere d'accordo ma rientra in un problema diverso.
- per ultimo mi lascio il passaggio più bello sintetizzato in una sola frase che a mia volta giro in esortazione alle PA che di turismo si occupano: Don’t just tell a story, give a story to tell.
Sembra una frase semplice ma per metterla in pratica occorre invertire l'approccio di marketing, conoscere bene i meccanismi della comunicazione online e trasformarsi da produttori di contenuti in editori degli stessi.
Insomma ciò che noi di BTO Educational sosteniamo, da tempo ma che mai avevamo visto realizzato così in grande.

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