Ripubblico, e con piacere, la risposta di Josep Ejarque che appare nei commenti al precedente post.
Buona sera a tutti. Sono Josep Ejarque. Mi sento onorato della vostra attenzione in merito alle mie parole. In merito alla mia affermazione che il turista è un portafoglio con gambe, la ribadisco!!. Cara Roberta, mettere la mia affermazione nel contesto del web è sbagliato e inessato perche non lo ho detto in questo senso. Non sono ne pretendo essere un esperto nel web turistico, ancora che per i miei trascorsi professionali, non di direttore marketing senno di diretore generale in Torino e FVG, credo che dimostrano che più che un teorico sono un professionista del destination management e marketing. In questo contesto ho detto la famosa frase, ovveero il turista quando arriva alla destinazione non è altro che in soggeto che ha dei bisogni e delle aspettative, ha voglia di godere e di usufruire della destinazione. Sa che deve spendere e vuole spendere, per questo il concetto dell portafoglio. Il compito della destinazione è quello d'offrire servizi e attrative, anzi opportunità per spendere. Se sodisfiamo le sue aspettative, spende volentieri, e il compito della destinazione non è altro che aituarlo a spendere. Per quanto riguarda alle vostre considerazioni sul web ecc....vorrei invitarvi a una piccola riflessione. Attenti che la teoria, speso non corrisponde alla realtà. Nessuno deve dimenticare che un destination manager, tutti i giorni lavora per rempire le camere della sua destinazione....... In tutto caso, disentire è positivo, serve per arrichirsi. Grazie
Caro Josep, sono io che ringrazio per questo chiarimento. Credo che le riflessioni vengano arricchite di un prezioso contributo.
Tengo però a precisare che il convegno in cui l'ho ascoltata era tutto centrato sul web 2.0 per cui, pur avendola seguita con grande attenzione, è stato inevitabile per me contestualizzare nella maniera che ho esposto.
Il mio ragionamento, tengo a precisarlo, non è tecnico ma di impostazione marketing. Certamente utilizzo alcuni dati specifici relativi al web - è la mia materia - ma il web non è il fine bensì lo strumento e il veicolo di un cambiamento profondo quanto innarestabile dei comportamenti. Condivido il suo pensiero sull'offerta di servizi e attrattive di una destinazione. Non entro mai nel merito della qualità delle prestazioni non perchè lo ritenga argomento poco importante (anzi!), ma in quanto considerato condicio sine qua non. La mia attenzione (ed eventuale competenza) è rivolta piuttosto verso lo studio e la comprensione di questi cambiamenti in atto, e sulle relative conseguenze in termini di strategia comunicazionale e marketing. Oggi, ribadisco, il turista non va sottovalutato. Sminuirlo costituirebbe un errore gravissimo. I turisti, ma più in generale le persone, sono oggi più informati e consapevoli. Non è un caso che la situazione attuale venga definita di "customer empowerment". Per questo si dice che l'azienda è diventata il target del cliente. E chi crede in questo cambiamento, e anzi, lo agevola, riesce a fare business. L'elezione di Obama ne è l'esempio concreto.
TripAdvisor ha capito tutto ciò e, in mancanza di adeguata concorrenza, sta avendo un successo che ha, come effetto collaterale, una concentrazione del mercato che non aveva corrispettivo nella situazione precedente alla diffusione di internet. Questo si che sarà un problema.
Il mio, comunque, voleva e vuole essere un accorato appello a tener conto di questi cambiamenti che, se pur in Italia possano apparire ancora poco evidenti, sono ormai in atto in tutto il mondo. E irreversibili.
Cordialmente Roberta
Ultimi commenti