Turismo: un confronto tra Italia, Spagna e Francia sul Wall Street Journal nell'ambito di un'intervista al ministro Piero Gnudi. Un confronto tra paesi con una certa similitudine di offerta che oggi si differenziano, invece, per Pil, occupazione nel settore e tasso di occupazione camere.
Tourism accounts for 8.6% of Italy's gross domestic product and 9.7% of employment, according to figures from the World Travel and Tourism Council. That compares with 14.9% of GDP for Spain and 9.3% for France, where tourism also generates more jobs than in Italy. Italy's share of international visitors to Europe has dropped by half in the past 30 years, according to the Bank of Italy.
Spain's Mallorca and surrounding islands bring in 11 times more international visitors than Sicily, even though the Italian island has a longer coastline, Mr. Gnudi said.
Anche sul turismo religioso, un'area che dovrebbe vederci leader naturali e incontrastrati, siamo indietro rispetto alla Francia.
Per ultimo il dato sull'occupazione delle camere:
Italy has twice as many hotel rooms as Spain but half the occupancy rate.
Sotto riporto i dati italiani (fonte Isnart) del terzo trimestre 2012 e dell'intero 2011 su quel tasso di occupazione camere citato nell'articolo. I pesanti segni meno del 2012, relativi al periodo di alta stagione, dimostrano una crisi fortissima.


Anche altre ricerche pubblicate in questi giorni basano il confronto degli arrivi tra Italia, Spagna e Francia (dati Uwto via Guida Viaggi).
Nel 2012 l'Europa è cresciuta del 3,3%, le regioni meridionali e mediterranee del Vecchio Continente rimangono sotto tono, con una progressione che si ferma al 2%. Il traino infatti arriva dall’Europa centrale e dell’Est, dove gli arrivi sono cresciuti addirittura dell’8%.
I dati più recenti a disposizione dell’Unwto si fermano a ottobre, e mostrano (per l'Italia) una situazione stagnante, con i flussi al +0,2%. E non crediamo che gli ultimi due mesi ancora mancanti all’appello dei conti possano rovesciare la situazione. Meglio è andata ai competitor europei, con la Spagna che nell’arco dei dodici mesi ha messo a segno un incremento del 2,7%. Segno positivo anche per la Francia, con il +1,6%, ma anche in questo caso si tratta di dati parziali.
Dati confermati con entusiasmo anche su twitter dall'account ufficiale spagnolo.

Una fotografia davvero preoccupante del nostro paese. La crisi esiste ed ha una componenete globale ma non incide su tutti in uguale misura.
Guicciardini "segue il progetto di uno Stato unitario italiano guardando alle grandi monarchie nazionali europee, non considerando che quelle si erano costituite per la forza di una borghesia intraprendente e aperta, mentre in Italia sopravviveva una meschina borghesia municipalistica incapace di guardare oltre i ristretti limiti del comune o della regione. Per il popolo poi, le masse contadine, o Franza o Spagna, purché se magna (da Wikipedia). L'Italia turistica sembra rimasta a quell'epoca, incapace di promuoversi unita su quei mercati internazionali che, oltre ad essere più remunerativi, sono quelli che mitigano in questo periodo la crisi forte della domanda interna.
Come scrive Eugenio Scalfari "siamo molto migliorati da allora, ma gli altri paesi sono assai più avanti e in tempi di società globale questo distacco si vede, si sente, si soffre". Anche se scritte in tutt'altro contesto, non saprei trovare parole più adatte per chiudere questo post.
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