Ieri, su twitter, scopro questa infografica relativa ai Travel Brands.
Media-Mosaic presents “Travel Brands And Their Social Media Journey” [Infographics] of (Airliners, Hospitality, Cars and Cruise). This Info graphics present social media details of travel brands from hotels, airlines, car and cruises industry. We have compiled their journey on various platforms and their social media journey on Facebook , Twitter, Tripadvisor, Youtube and Linkedin.
Per Hotel e Crociere viene inserito TripAdvisor come uno dei social media monitorati.
Che TA sia importante per la reputazione di un servizio turistico è innegabile. Che venga considerato un social media, invece, non è affatto scontato.
Produrre nuova bellezza per uscire dalla crisi ricominciando dalle città. Questo l’impegno che si assume la neonata costituente dei Sindaci per la bellezza, nata a Bari nel corso di un incontro sulla proposta di legge per la bellezza lanciata a gennaio da Legambiente e sottoscritta da numerose personalità del mondo della cultura e dello spettacolo, delle imprese e della scienza che ha visto il sostegno di più di cento candidati alle elezioni politiche e di numerosi sindaci ed amministratori, tra i quali il sindaco di Bari Michele Emiliano che si è fatto promotore insieme a Legambiente di questa iniziativa, il Presidente Nazionale dell’Anci e sindaco di Reggio Emilia Graziano Del Rio, il sindaco di Milano Giuliano Pisapia, il sindaco di Napoli Luigi de Magistris, il sindaco di Genova Marco Doria, il sindaco di Perugia Wladimiro Boccali. (fonte)
Ieri sono stata invitata a Londra da Tourism Australia, per la conferenza stampa relativa al lancio mondiale della nuova iniziativa: Best Jobs in the World.
Sound Netural è un progetto territoriale che attraverso la pratica dell’ascolto si propone di creare impatto sociale nei borghi rurali.
L’ ascolto è lo strumento critico di avvicinamento e comprensione di una realtà, indispensabile per interpretare le aspirazioni, attivare la cittadinanza, favorire il dialogo tra generazioni e lo scambio con l’esterno.
Il progetto sarà un grande laboratorio dove si coinvolgeranno cittadini locali, studenti, musicisti e visitatori.
Le comunità locali saranno guidate da facilitatori nell’ esplorazione dei luoghi e nella registrazione dei suoni per sviluppare una produzione partecipata.
Le storie e i suoni raccolti costituiranno un archivio audio della ruralità.
Archivio che non è solo ricerca etnografica, ma modello di sviluppo economico che parte dalle risorse locali latenti.
Tra i key partners c’è Impossible Living. Verrà utilizzata la loro App per mappare gli spazi vuoti dei paesi i quali possono diventare luoghi di coinvolgimento, rivelazioni di socialità inespresse.
Prototipo
Il progetto parte dalla Basilicata, la regione italiana meno densamente popolata, che ha subito i maggiori flussi di emigrazione e che presenta un carattere rurale molto radicato.
Irsina (5.189 abitanti / 2010) è stato scelta come luogo per sviluppare il prototipo per la sua storia legata e intrecciata alla riforma agraria e alla presenza di molti borghi di grande valenza dal punto di vista architettonico / archeologico industriale.
Rome2Rio è una delle aziende di maggior successo presentate ieri alla PhoCusWright Conference.
a multi-modal, door-to-door travel search engine that returns itineraries which may include air, train, coach, ferry, mass transit and driving options to and from any location
Ce lo racconta Giancarlo Carniani insieme a molte altre novità, alcune futuristiche (pensando all'Italia) altre un po' inquietanti, tutte davvero interessanti. L'Italia sembra molto citata in queste presentazioni. Purtroppo come meta turistica.
Come anticipato ieri, ecco il primo resoconto, ricco, dettagliato e molto piacevole nell'ascolto, che BTO Educational offre al suo pubblico in questa ideale staffetta tra i due eventi. Giancarlo cita nel video, ad esempio, Arnie Weissmann, di Travel Weekly, che verrà a BTO - Buy Tourism Online - per una attesa intervista in Day Two dal titolo Chi ha paura di Big G?.
[Un lungo estratto dall'articolo L'anima global è nascosta nelle Langhe, di Bill Emmott su La Stampa, articolo che consiglio di leggere nella sua interezza. Il grassetto, il montaggio con twitter, video, e immagine tratta dalla pagina FB di Tu Langhe e Roero, sono miei. A riprova che quanto scritto sotto sembra riflettersi coerentemente nella comunicazione turistica]
Un principio giapponese vuole che tutto abbia una facciata, tatemae, ma anche una verità nascosta, o honne. Nelle Langhe tatemae è quello che i turisti vedono, o vogliono vedere, in molti dei bei paesaggi italiani: un senso di tradizione, di immutabilità, l’idea che abbiano conservato l’aspetto del passato.
Eppure l’honne, come i lettori de «La Stampa» senza dubbio sanno mentre noi non lo sapevamo, è molto diverso. Ed è che la bellezza e il carattere delle Langhe sono una creazione molto moderna. Infatti, come abbiamo cominciato a pensare e a parlare dei nostri Favorita, Nebbiolo e Chinato, siamo arrivati a chiederci se in realtà potrebbero essere parte dell’essenza stessa della modernità occidentale, nella nostra epoca globalizzata.
Per noi è stata una sorpresa sapere quanto povere fossero le Langhe ancora in epoca moderna e quanto recente sia il suo emergere come centro di vini di alta qualità, cibo e turismo.
Alla cantina Ceretto ci hanno raccontato di come il padre e il nonno dell’attuale famiglia avessero discusso animatamente se avesse senso o meno iniziare a imbottigliare il vino. In tutti questi paesi, in quei vigneti e piccole aziende agricole, tutto sembra e appare estremamente locale. Ma la verità è che le maggiori influenze sono globali. (...)
In tutti questi vigneti, al di là delle uve, delle cantine e delle sale di degustazione, l’elemento più evidente è la tecnologia. Le vasche luccicanti in acciaio inox, i sistemi di controllo, gli strumenti di analisi. L’altra cosa più evidente è la raffinatezza del marketing: i disegni di etichette, le forti identità visive, il posizionamento di vini diversi a diversi livelli di prezzo per diverse fasce di consumatori. E la terza è la visione globale dei proprietari. Tutta la lunga storia della viticoltura nella regione porta la modernità scritta a grandi lettere: la globalizzazione unita alla tecnologia, unita a un uso intelligente dell’immagine. (...)
Nei tre o quattro decenni che io e la mia banda di amici abbiamo passato nel giornalismo, il più grande cambiamento che tutti abbiamo vissuto (e di cui abbiamo beneficiato, come corrispondenti esteri) è stata la globalizzazione. (...) Dal punto di vista economico è stato di enorme beneficio non solo per i Paesi emergenti, ma anche per l’Europa e per l’America. Da un punto di vista culturale, per non parlare della politica, ci sono maggiori dubbi.
Di quei dubbi abbiamo parlato molto nelle Langhe e a Torino. Molti europei si sentono sballottati e flagellati dai venti della globalizzazione, in particolare dall’immigrazione, ma anche dal modo in cui le culture sono diventate molto più interconnesse, attraverso i media e Internet, ma anche attraverso la compenetrazione in tutti i nostri Paesi, del cibo, delle bevande, della musica, ecc. altrui. La produzione su scala globale, di massa, di tutte queste cose, proprio come per i divani o gli orologi, può dare la percezione che la qualità e l’individualità abbiano raggiunto un minimo comune denominatore.
Ed è così a volte. Ma le Langhe, in verità con la rinascita di Torino nel corso degli ultimi 20 anni, ci hanno offerto uno sguardo sul futuro e non sul passato. Per noi sono diventate il simbolo di un’Europa che riesce a fare quello che ha sempre fatto meglio durante i periodi più belli della sua storia: concentrarsi sulla conoscenza, l’ingegno e la creatività, esplorare il mondo in cerca di nuovi mercati e di nuove terre, porre l’accento sulla qualità piuttosto che sulla quantità. Anche il Giappone faceva così. Prendeva le idee all’estero e le migliorava, ha rivoluzionato la sua società e il modo di vivere, ma pur sempre conservando la specificità giapponese. Al momento sembra aver perso la capacità di farlo, logorato da una lunga stagnazione, impaurito dalla crescita della Cina e, recentemente, abbattuto dal suo tragico tsunami.
Anche l’Italia ha perso questa capacità, per motivi propri, tra i quali la sua lunga stagnazione. Ma la nostra allegra banda di vecchi corrispondenti stranieri ha lasciato le Langhe e Torino con un senso di speranza. Questi luoghi che abbiamo visitato ci sono sembrati, alla fine, più moderni e più adatti al nuovo mondo di quanto non fosse stato il caso per altre delle nostre precedenti rimpatriate, come ad esempio l’Ungheria (2007) o il Portogallo (2010).
Nessuno potrebbe dire che hanno perso anche un solo grammo della loro identità piemontese e italiana, anche se sono radicalmente mutate.
Nel libro "Viaggi in Rete" (2011, FrancoAngeli) ho sviluppato l'idea di applicare la Finestra di Johari nel turismo. Intuizione che, devo dire, ha riscontrato grande successo. Inserendo come soggetto la struttura ricettiva, il ristorante o una destinazione turistica, la trasposizione risulta perfetta per spiegare i principali problemi che sta attraversando il settore nell'era del web:
- la mancanza o incapacità di ascolto di quanto si dice di noi in rete: il difficile rapporto del ricettivo e del mondo della ristorazione con le recensioni ne è la rappresentazione;
- le difficoltà nel raccontarsi in modo rilevante e pertinente, non autoreferenziale e usando la corretta grammatica digitale che ogni luogo social pretende.
La finestra di Johari, in questo caso, è applicata in modo molto diverso. Al centro è stata messa la creatività e i parametri sono diventati passività e attività, in una matrice che sintetizza il rapporto tra turisti ed ente erogatore del servizio turistico. La ricerca prende in considerazione due casi: musei e festival.
Ho trovato le conclusioni molto interessanti e ricche di stimoli per il mio lavoro. Non trattano di internet direttamente ma alcune indicazioni possono risultare utili per pianificare una comunicazione sul web.
Ma la cosa che volevo evidenziare con questo post è il fatto curioso, e per me affascinante, per cui due persone (due donne, ci sarà un motivo?) hanno avuto intuizioni analoghe con percorsi autonomi. E ritengo si rafforzino reciprocamente.
Il Premio Hospitality Social Awards 2012 è il primo premio italiano pensato per le migliori idee di social media marketing tra gli imprenditori del turismo e dell'ospitalità.
La premiazione avverà durante la serata di gala del 29 novembre di BTO 2012.
L'iniziativa è nata dalla collaborazione tra BTO, appunto, e TeamWork
Le categorie sono:
Categoria 1: strutture ricettive alberghiere ed extralberghiere quindi: hotel indipendenti, bed&breakfast, agriturismi, resort, campeggi, motel, room and breakfast, affittacamere
Categoria 2: catene alberghiere, consorzi di alberghi, club di prodotto
Categoria 3: destinazioni turistiche (comuni, province, regioni), enti privati di promozione del territorio.
Per la Categoria 1 i partecipanti potranno candidarsi per i seguenti premi:
• Miglior pagina Facebook • Miglior account Twitter • Miglior utilizzo di foto (Flickr, Pinterest) • Miglior utilizzo di video (YouTube, Vimeo) • Migliore strategia SO.LO.MO. (Foursquare, QRcode, Instagram, sito web ottimizzato per i dispositivi mobile) • Miglior Blog aziendale o del proprietario/gestore della struttura
Per la Categoria 2 i partecipanti potranno candidarsi per il
seguente premio
• Miglior strategia integrata di social media marketing.
Per la Categoria 3 i partecipanti potranno candidarsi per i
seguenti premio:
• Miglior strategia integrata di social media marketing
Le candidature vanno presentate entro il 01/10/2012.
Sul L'Espresso di questa settimana una mia intervista in merito al turismo crocieristico e all'importanza dei social network per rilanciare un settore fortemente provato dagli accadimenti dell'ultimo anno. L'articolo è di Emanuele Coen.
Dopo l'intervista sul caso TripAdvisor all'interno dell'inchiesta di Michele Sasso (16 agosto), questo è il secondo caso in cui vengo coinvolta dal settimanale. Oltre al ringraziamento personale mi piace sottolineare l'attenzione crescente che viene rivolta al tema turismo in generale e al connubio turismo-web in particolare. Sempre in questo numero, all'interno dell'articolo "L'estate del turista fai-da-te", c'è anche un ulteriore approfondimento sul caso Liguria e sull'andamento definito "disastroso" dal presidente di Assoturismo Albonetti. Nell'articolo viene anche citata la manifestazione per il turismo - 300 sì 90 no - svoltasi a Savona e cui ho partecipato.
Molte delle cose citate non sono visibili online. Ne segnalo un paio che, invece, sono consultabili:
- un approfondimento su flussi turistici cinesi e sulla capacità/incapacità di intercettarli: Francia, Germania e Italia a confronto;
- a inizio estate Alessandro Longo ha firmato un interessante pezzo dal titolo "Tu viaggi io ti guiderò": il taglio è forse troppo tecnologico ma è molto ben circostanziato.
Ultimi commenti