La mappa degli account Facebook ufficiali delle regioni italiane in campo turistico (via Italia.it).
Passando col mouse sulla mappa vedrete comparire un mark per ciascuna regione. Cliccateci sopra per scoprire le loro pagine.
La mappa degli account Facebook ufficiali delle regioni italiane in campo turistico (via Italia.it).
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12 giugno 2013 a 09:39 nella italia.it, Segnalazioni, Social Network, Turismo | Permalink | Commenti (1)
Tag Technorati: Facebook, Italia, regioni, turismo
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E' appena iniziato il convegno State of the Net e, come lo scorso anno, la discussione è stata aperta da uno sguardo sui dati italiani fornito da Vincenzo Cosenza e Blogmeter.
Tre brevi spunti.
La crescita di Google+ e la diminuzione di Twitter rispetto al 2012. Dato affatto scontato che mi ha stupito in quanto lontano dalla mia percezione. Come è noto, le percezioni non hanno valore statistico ma se, come ha puntualizzato a voce Vincenzo, si specifica che il dato non comprende il collegamento da device mobili, credo la mia sensazione si avvicini maggiormente alla realtà.
Interessante questa immagine che racconta l'evoluzione dei tweet in un anno. Diminuiscono leggermente i link nei messaggi mentre aumentano i retweet (+7%), gli hashtag (+22%!) e le localizzazioni dei tweet (+3%). I dati si possono riassumere in una accresciuta conoscenza della grammatica digitale.
Su twitter troviamo rabbia, disgusto, gioia, tristezza. Dall'informazione ci spostiamo all'emozione. Passaggio importante di cui tener conto. Lo avevo già analizzato nel turismo e non solo rispetto a twitter.
L'intera presentazione è ricca di spunti ed è già consultabile su slideshare.
31 maggio 2013 a 11:59 nella Eventi, Ricerche, Social Network, Trend, Turismo e Reput'azione | Permalink | Commenti (0)
Tag Technorati: Blogmeter, emozione, information, social network, SOTN13, State of the Net, Vincenzo Cosenza
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Da alcuni giorni gira in rete il nuovo video promozionale dell'Olanda. Prontamente segnalato sulla pagina Facebook del libro Turismo e Reputazione grazie alla segnalazione di Robi Veltroni. Merita però una riflessione più approfondita. E' chiaro che questo video rappresenta solo la concretizzazione finale di un percorso di riposizionamento dell'Olanda come meta turistica. Il riferimento ai tulipani, ai formaggi, ai canali o alla pittura è un modo per citarli ma anche per scrollarseli di dosso.
What do you know about Holland? Flowers? Windmills? Cheese? Let us show you what you don't know… out our new campaign, "Holland. The Original Cool." (Visit Holland su Facebook)
Gli stereotipi esistono e hanno un loro perché. Nonostante l'accezione negativa con cui vengono evocati, sono utili al turismo e ad un brand. Mi è capitato di lavorare per una destinazione che è priva di stereotipi ed è una situazione complessa da affrontare per chi si occupa di marketing e comunicazione. Lo stereotipo è comunque il riconoscimento di un'identità percepita, nel bene o nel male. L'assenza dimostra la non esistenza, almeno nella percezione, di un territorio. In altre parole è anche vero che gli stereotipi logorano chi non ce li ha.
Ma in questo mondo interconnesso in cui i gusti si affinano e i consumi cambiano, gli stereotipi rischiano di diventare una gabbia e di rendere impossibile ogni strategia verso nuove ed interessanti nicchie di mercato. Ripropongo nell'immagine questo divertente esempio già da me utilizzato un paio di anni fa (vedi prime slide della presentazione dal titolo Social Network e Reputazione)
Darò qui per acquisito il passaggio "da un mercato di massa a una massa di mercati", che nei viaggi si è concretizzato nell'evoluzione da un turismo di appartenenza ad un turismo di identità e trova proprio nella personalizzazione dell’informazione e della comunicazione - resa possibile dalla rete - la possibilità di evolversi compiutamente in nicchie di turismo sempre più numerose, spesso non inquadrabili a priori in schematizzazioni, per quanto dettagliate, ex ante.
Per uscire dalla prigione di stereotipi che descrivono un paese solo per alcuni tratti e impediscono di coglierne la complessità, la varietà e l'evoluzione, occorre agire sulla comunicazione per modificare la nostra reputazione e i valori ad essa associati. Ci viene ancora in supporto la Finestra di Johari nel Turismo: cosa noi conosciamo di noi stessi che invece gli altri non conoscono?
Esattamente la domanda cui questo video vuole rispondere, e lo fa esplicitamente: Let us show you what you don't know…
Dal nuovo libro Turismo e Reput'azione:
La Zona Privata è quella che nascondiamo agli altri. Destinazioni, ristoranti e hotel spesso omettono di raccontare aspetti rilevanti della loro storia, del loro servizio: notizie o identità che tanto il turista va cercando. Se i turisti non conoscono aspetti rilevanti di noi, i problemi possono essere di varia natura. Ho provato ad elencarne alcuni:
Le rispettive soluzioni richiedono “medicine” diverse ma tutte hanno alla base un’esigenza di informazione e formazione su nuovi trend, nuovi turismi, nuovi linguaggi digitali, corretti approcci di marketing in rete, nuovi strumenti di storytelling.
Cosa manca all'Italia per agire in maniera analoga? Questo si stanno chiedendo un po' tutti gli operatori che hanno visto questo video. Purtroppo ritengo che per il nostro paese valgano tutte le tre ipotesi. Stiamo producendo (punto 1) qualche studio mirato ma partiamo con grande ritardo. Non esiste una tradizione sistematica di ricerca volta a monitorare l'evoluzione dei mercati e le nuove tendenze e, soprattutto, manca un collegamento coerente tra ricerca ed azione, con il risultato di vanificare entrambe. Sicuramente (punto 2) non sappiamo ancora raccontarci nelle modalità e nei luoghi digitali opportuni. L'ambiente digitale è ancora poco conosciuto e non usato nelle sue potenzialità. Laddove ci si prova a muovere, ultimamente anche con una certa costanza, sui nuovi media (vedi pagina FB di Italia.it) la comunicazione risulta fredda e istituzionale, improntata esclusivamente all'informazione (vedi punto 3). Sembra bloccata, imbalsamata in vincoli e confini che, immagino, la burocrazia le impone. Le uniche concessioni all'aspetto emozionale sono demandate alle immagini ma raramente è sufficiente a compensare il mood dominante. Non è un caso che le più fresche, informali e, a volte, imperfette pagine ufficiali di promozione turistica delle regioni abbiano quasi tutte un numero di "like" e un engagement superiore.
A queste motivazioni si aggiunge quella più importante dalla quale non si può, a mio avviso, prescindere. E' un tema che tocco ciclicamente e costantamente rimane disatteso: una seria analisi del brand “Italia” nel suo complesso, valutando punti di forza e criticità. Solo partendo dalla consapevolezza del nostro posizionamento attuale si può decidere come vogliamo cambiare e come è necessario comunicarci. Il resto è semplice navigazione a vista, come il restyling del logo (che comunque auspicavo). In fondo, lo specchio di un intero Paese, come ipotizzava Gianluca Diegoli. Nel 2007.
UPDATE: mi hanno segnalato (non da Italia.it, la fonte è un amico) che in quanto ad engagement la pagina di FB di Italia.it ha performance più che interessanti in relazione al numero di fan. Ho verificato e in effetti è vero. Il mio dato era riferito a ricerca datata.23 maggio 2013 a 12:23 nella Comunicazione, italia.it, Social Network, Territorio, Turismo | Permalink | Commenti (1)
Tag Technorati: brand, comunicazione, Italia, Olanda, turismo, Turismo e Repu'azione
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Duecentocinquanta eventi spontanei sono tanti. Non basta la rete degli organizzatori – Fabrizio Todisco, la Rete di travel blogger italiani di #iofacciorete, Officina turistica, Instagramers italia e l’Associazione nazionale piccoli musei – a giustificare un entusiasmo che ha contagiato ogni regione d’Italia. InvasioniDigitali, forse senza nemmeno esserne pienamente consapevole, ha fatto qualcosa in più: ha dato voce e speranza a chi pensa, e siamo in molti, che di cultura e di turismo questa nostra Italia potrebbe fare la sua principale ricchezza.
Questa la conclusione del mio articolo su CheFuturo di qualche giorno fa. E mentre lo scrivevo mi è tornato in mente un vecchio proverbio: "chi sa fa, chi non sa insegna" (o scrive). Sì perché alcuni mesi prima, mentre scrivevo il mio contributo al libro Turismo e Reput'azione, ho messo nero su bianco un qualcosa di cui Invasioni Digitali è, in qualche modo, la rappresentazione pratica.
Stiamo assistendo ad una evoluzione verso forme di turismo in cui le persone sono progressivamente più attive. Da semplici viaggiatori le persone evolvono in viaggiattori, riguadagnando – grazie al web e alle mole enorme d’informazioni consultabili – un protagonismo di cui il turismo di massa li aveva spogliati, e ulteriormente in viaggiautori, occupando quello spazio digitale che la connessione in mobilità ha dilatato. La produzione spontanea di contenuti geolocalizzati popola le mappe di bit e pixel sotto il peso dei quali si arriva alla progressiva, ma completa, sovrapposizione dei territori tangibili con quelli digitali ma regalando all’utente, passivo o attivo che sia, una visuale tanto inedita quanto calda. Un pulsare di contenuti rispetto ai quali possiamo scegliere di porci nella condizione di ascolto o di produzione diretta. Ma ciò che importa è il cambio di piano narrativo. Un cambiamento progressivo ma irreversibile.
Invasioni Digitali ha saputo cogliere tutto questo e trasformarlo in azione concreta, innescando un processo che pensa al turismo ma partendo dai residenti, da chi quei luoghi li abita.
A chi interessano i numeri segnalo che Mafe de Baggis ha raccolto tutti i tweet di Invasioni Digitali (vedi sotto una rappresentazione sintetica ma esiste anche il file completo e un pdf riassuntivo) mentre, grazie a Fabio Lalli e Followgram, possiamo raccontare di 7345 foto con 65725 like.
Ma oltre i dati mi piace sottolineare quanto Mafe segnala nel link sottostante alla parola intelligenza collettiva, una bellissima intervista a Pierre Levy
Ciò che più va sprecato, che è meno valorizzato, che è meno preso in considerazione, è forse proprio ciò che è più importante e cioè i valori e le qualità propriamente umane, le qualità degli esseri umani viventi, ed in particolare le loro competenze. Credo che abbiamo oggi i mezzi tecnici per valorizzare e non sprecare queste ricchezze umane. (...) L'etica dell'intelligenza collettiva consiste appunto nel riconoscere alle persone l'insieme delle loro qualità umane e fare in modo che essi possano condividerle con altri per farne beneficiare la comunità. Quindi mette l'individuo al servizio della comunità - ma per fare questo bisogna permettere all'individuo di esprimersi completamente - e al tempo stesso la comunità al servizio dell'individuo - poiché ogni individuo può fare appello alle risorse intellettuali e all'insieme delle qualità umane della comunità. A grandi linee è questa la prospettiva dell'intelligenza collettiva.
Il futuro è qui, è ora (gran bell'articolo di Tafter). Credo questa sia la chiave di lettura di quanto accaduto e da qui partirò per un successivo post sulla mia personale invasione alla Fortezza del Priamar a Savona.
03 maggio 2013 a 10:40 nella Cultura, Innovazione, Social Network, Territorio, Turismo | Permalink | Commenti (0)
Tag Technorati: cultura, Intelligenza Collettiva, Invasioni Digitali, Mafe de Baggis, turismo
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Ho voluto dedicare a #InvasioniDigitali il mio articolo su Pionero. Intanto perché è una di quelle iniziative davvero belle e di Bellezza si occupa, la nostra: ritengo vada seguita e sostenuta. Qui il manifesto. È un progetto che nasce veramente dal basso (una parola di cui molti abusano), che sta coinvolgendo sempre più persone e istituzioni sull'onda di un entusiasmo autentico e di un'idea forte, che non aspetta approvazioni o contributi ma agisce direttamente.
In secondo luogo perché, come lo stesso Fabrizio mi ha detto nell'intervista (ma su Pionero non l'ho scritto), tutto questo è un po' merito di BTO: "la maggior parte delle persone coivolte le ho conosciute lì, le idee nascono da lì". E questo è proprio lo spirito e il senso di Buy Tourism Online, connettere persone attraverso le idee, come mostra il tweet e lo storify collegato del novembre scorso.
Le idee, infatti, possono essere valide ma senza un rete di persone che le sostenga, aggregate per affinità e fiducia, difficilmente trovano successo: tante le scatole vuote che ho visto. Io credo, non me ne vogliano gli scaramantici, che in questo caso il successo ci sarà.
Ecco l'articolo "La cultura si fa partecipata con le Invasioni Digitali"
Una rete di eventi nazionali rivolti alla diffusione e valorizzazione del nostro patrimonio artistico-culturale attraverso l’utilizzo di Internet e dei social media. Tutto questo sarà Invasioni Digitali, una bella iniziativa, unica in Italia, che segnalo e che seguirò.
Nella settimana tra il 20 e il 28 aprile 2013, infatti, è prevista una serie di mini-eventi (invasioni pacifiche e costruttive) presso musei e luoghi d’arte italiani. L’appello è stato lanciato solo martedì e si rivolge a blogger, instagramer, appassionati di fotografia e a qualsiasi persona attiva sui social media.
L’obiettivo è quello di diffondere la cultura dell’utilizzo di Internet e dei social media per la promozione e diffusione del nostro patrimonio culturale. Semplice, concreta e quanto mai attuale vista la recente e, purtroppo, ciclica discussione sul degrado delle nostre risorse artistico-culturali e sull’incapacità di trovare modelli innovativi di sostentamento, fruizione e promozione.
Come viene spiegato anche sul blog, si fa riferimento a un “modello partecipativo” che nella stessa fase di progettazione culturale, possa rendere la comunità non solo eventuale spettatrice passiva ed inerte di uno “spettacolo” scritto da altri, ma anche protagonista attiva di un dialogo “a più voci” (Ludovico Solima).
Il progetto, ideato da Fabrizio Todisco, si sta sviluppando proprio in questi giorni e prevede diverse modalità di supporto in base al coinvolgimento attivo che ciascuno vuole o può dare: aderisci al manifesto, partecipa a un evento, organizza un’invasione.
Ho rubato qualche minuto a Fabrizio per fargli qualche domanda.
Com’è nata l’idea?
Volevo realizzare un piccolo progetto per promuovere i beni culturali del territorio in cui vivo, da Salerno al Cilento, abbiamo tantissime risorse molte delle quali poco conosciute, spesso è difficile trovare persino le informazioni più banali su internet e per lo più sono presenti contenuti vecchi e poco aggiornati. Poi ho pensato che la situazione è la stessa in tutta Italia e così ho pensato a qualcosa che potesse coinvolgere l’intero territorio nazionale.
Quali sono gli obiettivi che vi siete posti?
Gli obiettivi sono essenzialmente due:
1) Lanciare un’iniziativa di promozione dal basso, prendendo spunto anche dalle recenti campagne di Canada e Australia, cercando appunto di trasformare ognuno di noi in un testimonia, un ambasciatore del proprio territorio;
2) Lanciare un messaggio alle istituzioni per cercare di superare quella logica conservatrice che vede ancora l’esperienza della visita di un museo, di un sito culturale, come qualcosa di passivo
Credo che oggi ogni visitatore sia un media ed è al tempo stesso un creatore di valore culturale.
Quale la reazione delle persone ad oggi?
Devo dire che mi hanno contattato tantissime persone chiedendo di collaborare senza chiedere assolutamente nulla in cambio. Il successo di tutto questo è dovuto, secondo me, proprio al fatto che parte dal basso senza il coinvolgimento delle istituzioni che sono spesso troppo lontane dalle esigenze e troppo lente nel recepire i cambiamenti.
Poi un’ultima cosa a cui tengo molto. Il tutto è stato possibile, o meglio si sta rendendo possibile, grazie al contributo volontario di uno straordinario numero di persone. Gli instagramers Italia ad esempio stanno dando un grande supporto, poi ci sono i blogger di iofaccio rete (molti dei quali giovanissimi) che ci stanno mettendo lavoro ed entusiasmo, persone esperte del settore museale e molti altri.
Qui l’elenco degli eventi, ovviamente in continuo aggiornamento.
Il web è un incredibile strumento per legare conoscenze, territorio e cultura, per fare promozione dando nuovo senso alla comunicazione. Questo è un perfetto esempio. Bravi!
08 aprile 2013 a 11:09 nella Cultura, Innovazione, Social Network, Territorio, Turismo | Permalink | Commenti (0)
Tag Technorati: BTO, Buy Tourism Online, cultura, Fabrizio Todisco, innovazione, Invasioni Digitali, social media, turismo
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Il Toronto Silent Film Festival e un uso decisamente creativo di Instagram in cui le immagini da fisse diventano in movimento. Bastano 30 fotogrammi e si ottiene un breve trailer.
Lo trovo geniale.
04 aprile 2013 a 18:04 nella Segnalazioni, Social Network | Permalink | Commenti (0)
Tag Technorati: instagram, social network, Toronto Silent Film Festival
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Dentro ICT Days orizzonti 2015 Trento RISE ha promosso Travel NEXT, una Lezione di BTO Educational con focus specifico sul turismo: Il viaggio e il viaggiatore tra mobile e social network.
Qui la mia presentazione.
Non è una mia presentazione classica, forse qualcuno rimarrà deluso. Pochi numeri, pochi schemi, molte immagini. Ho approfittato del ruolo introduttivo assegnatomi per spaziare su alcuni cambiamenti in atto e ho lasciato ai miei colleghi l'onere di scendere nello specifico.
Come racconto nella breve intervista al termine di questo video, il mio intento finale era spiegare come nell'utilizzo dei Social Network si tenda oggi a (sopra)valutare l'aspetto Social più in quanto moda e a trascurare la loro potente - ma ancora solo potenziale - capacità di costruire Network in un territorio.
25 marzo 2013 a 08:26 nella BTO Educational, Eventi, Social Network, Territorio, Turismo | Permalink | Commenti (0)
Tag Technorati: mobile, racconto, social network, turismo, viaggio
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Pubblicato ieri il TripBarometer di TripAdvisor, il sondaggio che raccoglie opinioni su alloggi e viaggi, è il più grande mai condotto nel settore con oltre 35.000 partecipanti da tutto il mondo.
L'importanza del Wi-Fi è innegabile (vedi sopra) ma, se comparato ad altri servizi, non sembra determinante.
Interessante la comparazione Italia vs Mondo nell'utilizzo della connessione in mobilità.
Altri dati molto interessanti sono riportati nei report collegati.
Corre obbligo, tuttavia, fare riferimento alla fonte di questi dati. Per prima cosa perché TripAdvisor non è un istituto di ricerca neutrale e il suo obiettivo è quello di stimolare, dati alla mano, la produzione di recensione. In secondo luogo perché il campione non è rappresentativo dell'universo: non lo è sul versante viaggiatori (utenti TA o comunque persone pianificano e acquistano viaggi online), non lo è sul versante business (solo strutture clienti di TA). Sono gli stessi autori a spiegare chiaramente la metologia.
Non inficia la ricerca ma è doveroso tenerne conto nell'utilizzo che verrà fatto di questi dati.
METHODOLOGY
The research was conducted online from 7th December 2012 to 7th January 2013. The total
sample for the consumer sample is 15,595 and the total business sample is 19,447.
The sample breakdown is as follows:
CONSUMER SAMPLE:
TripAdvisor Pop-up survey. A total of 7226 completes were obtained from the TripAdvisor
panel
Online Panel Survey. A total of 8369 completes were obtained from an external sample of
adults who plan and book travel online.
BUSINESS SAMPLE
A total of 19,447 businesses on the TripAdvisor for Business panel responded to the survey.
07 marzo 2013 a 15:21 nella Marketing turistico, Ricerche, Social Network, Turismo | Permalink | Commenti (1)
Tag Technorati: recensioni, TripAdvisor, TripBarometer, turismo
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Tourism Australia. Sempre loro. Stanno spingendo e adoperandosi affinché migliori sensibilmente la possibilità per i turisti di collegarsi ad internet negli hotel. E a prezzi più accessibili. Qui la notizia.
L'obiettivo dichiarato non è (solo) quello di soddisfare le esigenze manifestate dai viaggiatori. In questo caso saremmo nel pur lodevole ambito di un'azione di CRM. Invece si punta più in alto, vi vuole garantire la possibilità di una facile interazione con l'attività di social media marketing studiata nei particolari e lanciata con grande successo. In sostanza si vuole massimizzare l'efficacia - peraltro già alta - dal lavoro avviato.
Ciò che emerge è la spinta a considerare la spesa (o il mancato introito) non come un costo ma come un investimento.
Tourism Australia is asking thousands of Australian hotels to provide free wi-fi to end exorbitant in-room internet bills.
Australia's peak destination marketing body has also held talks with large telecommunications companies to join its campaign, which includes a push to have free wi-fi installed in every major tourist destination in Australia.
But Tourism Australia isn't lobbying for the change to help travellers' hip pockets; it wants free wi-fi so it can unleash an explosion of social media marketing about Australia.
Intanto la pagina Facebook dell'Australia ha ampiamente superato i quattro milioni di like.
Ogni azione sembra pianificata, coordianta e coerente. Ne scrive in questi giorni anche l'importante rivista Tnooz riportando molti dati che Tourism Australia aveva anticipato in esclusiva al Buy Tourism Online 2012. Riporto la presentazione dello scorso novembre. Già condivisa ma sempre utile riproporre.
03 marzo 2013 a 16:29 nella Social Network, Turismo, Turismo 2.0, Web marketing turistico | Permalink | Commenti (0)
Tag Technorati: Facebook, social media marketing, Tourism Australia, turismo, wi-fi
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Le conversazioni tra esseri umani suonano umane. E si svolgono con voce umana. [tesi n°3 del Cluetrain Manifesto]
(immagine vista ora ora qui)
12 gennaio 2013 a 09:41 nella Curiosità, Social Network | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)
Tag Technorati: conversazioni, Pier Paolo Pasolini, social
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