Una decina di giorni fa ho rilasciato un'intervista per Lavoro Fm - edizione dedicata al Trend Expo -anticipando alcuni dei temi che era nostra intenzione affrontare durante l'evento Basilicata Turistica. Web Innovazione Cretatività, evento inserito all'interno degli appuntamenti proprio del Tend Expo.
La riporto sotto perché dimostra come la riuscita del #BTWIC non sia stata casuale ma partita da un ragionamento e da obiettivi precisi in un processo condiviso da APT Basilicata e BTO Educational.
1. Dott.ssa Milano, secondo Lei, il futuro dei giovani è un bene comune?
Futuro è una parola, ed un concetto, che è stato scippato alle nuove generazioni, perfino alla mia. Non è facile parlarne senza scivolare in discorsi demagogici o in luoghi comuni che finiscono solo con inflazionare ulteriormente il termine. Come diceva Flaiano un giovane, va incontro alla vita: cioè, è la vita che da dietro lo spinge. E la vita non sta spingendo in una buona direzione. Occorre cambiare rotta perché i giovani sono IL bene comune.
2. I social media e parlando nello specifico del settore del turismo, sono il nutrimento delle molteplici “conversazioni”. L’ascolto aiuta a definire un marketing innovativo riuscendo a raccontare un territorio ?
E’ molto corretto parlare di innovazione e non focalizzarsi sull’aspetto tecnologico spesso fuorviante. Il marketing era abituato a parlare, a decidere il racconto. Ora deve abituarsi ad ascoltare e il racconto va costruito insieme. Per far questo occorre mettersi in discussione, reinventare nuovi approcci che partano proprio dall’ascolto. Perché le persone raccontano i territori, molto più di quanto noi crediamo: raccontano i turisti ma raccontano molto anche gli abitanti. Non solo parole, sia chiaro: fotografie su Instagram, video su Youtube, check-in su Foursquare, suoni su Sound Cloud, immagini su Pinterest. Il tutto condiviso spesso su Twitter e Facebook. Occorre capire questi nuovi linguaggi digitali per trasformarli in preziose risorse di una strategia turistica davvero innovativa.
3. Nel campo del turismo, l’esperienza della Basilicata si sintonizza con altre realtà ben consolidate. Ci racconta in qualità di esperta di turismo online qual è il valore della narrazione della Basilicata?
In Basilicata avete avuto ottimi maestri [1] che direttamente o indirettamente hanno influenzato positivamente già i primi approcci. Mi riferisco ad un convegno a Matera nel 2007, quando ad affrontare questi temi si era davvero in pochi. I social network non imperavano ma l’atteggiamento impostato di grande apertura ha dato buoni frutti nell’affrontare i cambiamenti di questi ultimi anni. Sono nate tante iniziative, da Discover Basilicata al più recente Digital Diary, con in comune due pregi rari:
a) aver usato la sperimentazione - quella che in gergo viene chiamata “la filosofia del beta perpetuo - come format: non improvvisata ma discussa in laboratori comuni;
b) aver sempre tentato di coniugare online ed offline, perché senza la qualità del prodotto non esiste più comunicazione che faccia miracoli. Forse il passaggio da fare ora è quello di riaggregare e dare senso ulteriore a vecchie e nuove attività.
4. Il web come strumento per stimolare la creatività e l’innovazione. Come si potrebbero generare opportunità lavorative per i giovani investendo in questo settore?
Una ricerca del DAG (Digital Advisory Group ) dimostra che l’economia digitale italiana ha registrato un impatto positivo diretto sul PIL, pari a quasi il 2% ma ancora inferiore al Regno Unito ( 5%) o alla Francia ( 3%). Riguardo all’occupazione in Italia il Web ha creato una media di 1,8 posti di lavoro per ogni posto eliminato, portando un contributo complessivo netto di circa 320.000 nuovi posti di lavoro creati dalla nascita di Internet. Inoltre, nei 13 paesi analizzati, il 75% dell’impatto economico di Internet proviene dalle aziende di tipo tradizionale che non si definiscono “pure player” del Web, grazie all’aumento di produttività derivante dall’innovazione. Credo questi dati siano sufficientemente esaustivi e dimostrino l’importanza non filosofica ma tangibile degli investimenti sulla Rete.
5. Secondo la Sua esperienza, ritiene che sia opportuno identificare profili professionali più specializzati perché possano essere poi impiegati in settori con un forte potere di crescita?
Assolutamente sì ma occorre parallelamente lavorare anche lato offerta, sulle aziende intendo. Creare, in sostanza, le condizioni per cui i profili professionali in uscita da percorsi formativi specializzati siano appetibili per il mercato del lavoro. Dopo la prima edizione del mio Master, in marketing e web marketing turistico territoriale, è successo che gli studenti erano più avanti di quanto non fossero le PMI del territorio per cui il risultato è stato o la migrazione degli studenti stessi o la sottoutilizzazione delle loro potenzialità, almeno nell’immediato.
6. Perché ritiene sia una occasione importante partecipare al Trend Expo – il Salone dell’Orientamento, della Formazione, del Lavoro e della Cultura, a Potenza?
E’ molto importante che si creino le condizioni di incontro tra mondo della formazione e mondo del lavoro. Non meno importante è che questo incontro produca comunque cultura. Nessuno può farcela da solo, non esistono ricette vincenti che non contemplino un’osmosi reciproca. Ma voglio concludere con una frase di Mafe de Baggis che cito spesso ai miei studenti e che evoca la complessità del periodo in cui viviamo: “Ho studiato per fare esattamente il lavoro che faccio e che quando io studiavo non esisteva”. La complessità può spaventare ma racchiude grandi opportunità.
[1] In particolare Giuseppe Granieri, tra i maggiori esperti italiani di cultura digitale. Scrive di tecnologia e società da molti anni su testate quotidiane e periodiche ed è uno dei punti di riferimento in Italia per chi si occupa di comunicazione online.

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